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Autrice: Livia Vallini, Università di Bologna

Il 30 Giugno, anniversario dell’Evento di Tunguska in Siberia, si è celebrato il primo Asteroid Day, una campagna di sensibilizzazione globale con l’obiettivo di riflettere sulle azioni da intraprendere per proteggere il nostro pianeta e le future generazioni da impatti di asteroidi potenzialmente distruttivi.

xkh376v7-1372241498Il 30 Giugno di 107 anni fa una grande esplosione, causata da un asteroide (o forse una cometa), si verificò nei pressi del fiume Tunguska Podkamennaya, in Russia. Si stima che l’onda d’urto dell’esplosione, che ha abbattuto 60-80 milioni di alberi su una superficie di 2.150 chilometri quadrati, avrebbe potuto essere in grado di distruggere una grande area metropolitana.

L’idea di istituire l’Asteroid Day proprio nell’anniversario dell’evento di Tunguska risale a circa un anno fa quando Brian May, astrofisico, ma forse più conosciuto al grande pubblico come chitarrista dei Queen, ha iniziato a lavorare con Grigorij Richters, regista del film di 51 Degrees North. Il film racconta la storia degli effetti di un immaginario asteroide che cade su Londra. La prima proiezione si è tenuta in anteprima allo “Starmus International Festival”, un evento che celebra l’astronomia e che ogni anno riunisce le più grandi menti che si occupano di esplorazione dello spazio, cosmologia e scienza planetaria. Tale proiezione è diventata lo spunto per May e altri ricercatori presenti all’evento per iniziare a gettare le basi della 100x Declaration ovvero la petizione che sta alla base dell’Asteroid Day. L’intento della 100x Declaration (firmata, tra gli altri, dal famosissimo cosmologo Martin Rees e da Kip Thorne, fisico teorico) è far crescere la consapevolezza nell’opinione pubblica sulla necessità di impiegare tutte le tecnologie disponibili per rilevare e seguire le orbite degli asteroidi potenzialmente dannosi e difendere così la Terra da eventuali impatti.

tunguska-eventMa oggi a che punto siamo? Che cosa stanno facendo gli astrofisici riguardo a questa tematica? I progetti in corso per monitorare gli asteroidi che orbitano vicini alla Terra sono molti, tutti principalmente finanziati dalla NASA. Vengono usati satelliti spaziali (ad esempio il NASA’s WISE (NEOWISE)) e telescopi a terra, sia ottici (Catalina Sky Survey (CSS), Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS)), che radio (Goldstone Observatory (Goldstone Deep Space Communications Complex), Arecibo Observatory). Si può fare di più? Assolutamente sì. Come sempre nella Scienza, più si fa ricerca più ci sono nuove domande a cui dare risposta. Ad esempio c’è ancora molto da capire sui processi di formazione degli asteroidi il cui tracciamento delle orbite è indispensabile per garantire alla Terra un futuro sereno… e ai suoi abitanti di oggi di non fare la fine dei dinosauri di ieri!

Author: VIS Contributor

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