Virtual Immersions in Science: il successo delle iniziative in Biblioteca

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Mercoledì 17 settembre giungerà all’ultimo appuntamento, con la conferenza Ebla, una civiltà riscoperta, tenuta dal prof. Paolo Matthiae, dell’Università la Sapienza di Roma  (Sala Azzurra, ore 18) la prima rassegna di iniziative legate a Virtual Immersions in Science, il progetto di divulgazione scientifica della Scuola Normale per le aree di Fisica delle Particelle, Cosmologia, Chimica, Biofisica ed Archeologia, inaugurato nel marzo scorso, e rivolto alla cittadinanza ed agli studenti delle scuola superiori,  per spiegare  come si fa ricerca, e alcuni  campi di indagine della Scuola.

Il progetto VIS continuerà in autunno con un nuovo ciclo di iniziative.

Alle precedenti conferenze pubbliche, che hanno come sotto-titolo significativo Vi racconto la scoperta che ha cambiato la mia vita, tenute da docenti e ricercatori che operano nell’ambito della Scuola,  e da autorevoli esperti esterni, hanno partecipato oltre 400 persone.

Se ne ricordano  i temi e i relatori: 12 marzo, Dietro le quinte della scoperta del bosone di Higgs  (prof. Luigi Rolandi, Cern di Ginevra), 9 aprile, La galassia più distante mai osservata (prof. Adriano Fontana, Univ. La Sapienza di Roma), 14 maggio, Nuovi materiali plastici: modificare il mondo senza inquinarlo (prof. Gaetano Guerra, Univ. di Salerno), Una finestra con vista:la vita segreta del cervello (prof. Gian Luigi Ratto,  Nest- Cnr di Pisa)

Hanno avuto un grande successo di pubblico, anche le visite guidate al Cave 3D, condotte da giovani perfezionandi della Scuola, sulle cinque aree disciplinari del VIS,  in cui i partecipanti hanno potuto immergersi in un ambiente virtuale tridimensionale, ed interagire con lo stato dell’arte della ricerca scientifica della Scuola, come ad esempio simulazioni di molecole o di buchi neri, scan delle reti neurali del cervello, ricostruzioni 3D di scavi archeologici ed eventi ad altissima energia all’interno del CERN di Ginevra.

Le visite sono state precedute da brevi lezioni, spesso divertenti e dal tono informale, ma di grande spessore scientifico.

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Il progetto VIS ha incluso anche la partecipazione della Biblioteca con  quattro mostre bibliografiche a tema, visitabili al termine di ciascuna conferenza, allestite al Palazzo del Capitano nella bella cornice della Sala Giancarlo Wick, e con brevi dimostrazioni sull’accesso a banche dati e  periodici elettronici, per cui la Biblioteca della Scuola Normale, data l’ampiezza delle sue collezioni, rappresenta un punto di riferimento cittadino e per la comunità scientifica nazionale ed internazionale.

Accanto ad una breve presentazione del Palazzo del Capitano, frutto di un sapiente restauro che coniuga elementi architettonici medievali ad uno stile moderno, e delle prestigiose collezioni scientifiche qui conservate, il pubblico ha avuto l’occasione di sperimentare, con semplici esempi, la ricerca on-line su risorse elettroniche attinenti i temi delle conferenze, od articoli full-text pubblicati dagli stessi relatori, che erano presenti agli incontri in Biblioteca.

Per ogni disciplina, riguardante il tema delle conferenze, sono state mostrate  alcune edizioni antiche o  di pregio che rappresentanoopere di riferimento nell’evoluzione del pensiero tecnico-scientifico, creando brevi percorsi didattici a cui hanno partecipato, fino ad oggi, oltre 160 visitatori, in gran parte studenti e docenti delle scuole superiori ed universitari, accanto ad un numero assai significativo di cittadini, confermando il successo del progetto di outreach della Scuola.

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L’iniziativa è frutto di un lavoro interdisciplinare che ha coinvolto gli organizzatori del progetto VIS, il prof. Andrea Ferrara e il dott. Marco Valdès,  il Responsabile ed il Presidente della Biblioteca, dott. Enrico Martellini e prof. Claudio Ciociola,  ed alcuni/e bibliotecari/e, Arianna Andrei e Antonio Morgantini per le collezioni scientifiche,  e Barbara Allegranti  per la collezione di archeologia, in collaborazione con i perfezionandi della Scuola, che hanno curato le iniziative didattiche inerenti il Cave 3D: Silvio Donato e Pietro Marino per la Fisica delle Particelle, Danilo Di Maio e Matteo Picardo per la Chimica,  Fabio Pacucci e Livia Vallini per l’Astronomia, Sebastian Sulis Sato e Francesco Trovato per la Biofisica, Oriana Cannistraci e Riccardo Olivito  per l’Archeologia.

Ogni evento ha lasciato spazio alla creatività dei giovani relatori, nell’ideazione di brevi percorsi bibliografici da proporre al pubblico, ed ha mostrato come i libri scientifici del passato, ed opere più recenti, possano diventare una piacevole occasione per raccontare l’evoluzione della ricerca tecnico-scientifica, e l’originalità di idee ed intuizioni che ne sta alla base, coniugando tradizione ed innovazione, nell’ampia scelta di pubblicazioni di cui dispone la Biblioteca, con  le sue  ricche collezioni cartacee e digitali.

Fra le opere esposte, più significative,  si ricordano: la prima edizione della Mécanique anlaytique di Lagrange (Parigi,1788), in un esemplare di pregio proveniente dalla biblioteca del fisico matematico di Baltimora Clifford Truesdell, donata alla Scuola nel 2002,  e le tavole astronomiche dell’emisfero australe e boreale, tratte dalle illustrazioni dell’Encyclopédie  (Recueil de planches … Quatrième livraison … Livorno, 1774) di Diderot e D’Alembert, di grande raffinatezza iconografica, che raffigurano alcune costellazioni con i simboli della mitologia greca e i segni zodiacali.

 

 

Per la ricca appendice di tavole illustrative è stata mostrata l’editio princeps del De moto animalium (Roma, 1680-1681) di Giovanni Alfonso Maria Borelli, che rappresenta una delle prime applicazioni del metodo sperimentale alla fisiologia animale.

Per i quattrocentocinquanta anni della nascita di Galileo è stato esposto, ed illustrato dalla dott.ssa Maddalena Taglioli dopo la conferenza dedicata alla Cosmologia, un documento manoscritto di grande valore storico-scientifico, appartenente all’Archivio Salviati, conservato presso la Scuola: una copia, non autografa, della relazione che Galileo Galilei fece alla Granduchessa di Toscana, in cui afferma le proprie ragioni circa l’autonomia della scienza rispetto ai testi religiosi. La presenza di tale documento è dovuta all’amicizia che lo legava a Filippo Salviati, figura a cui si ispira il personaggio che nel Dialogo sopra i due  massimi sistemi  del mondo  difende il sistema copernicano. Galileo fu spesso ospite della Villa Le Selve, di proprietà Salviati, a Lastra a Signa, luogo in cui fece numerose scoperte.La copia della relazione, non datata, è attribuibile al 1615 ed ha suscitato molto interesse nel pubblico, anche per le implicazioni biografiche su Galileo.

Fra le opere di studiosi che hanno contribuito allo sviluppo della ricerca scientifica ed alla storia culturale della città di Pisa, esposte nelle mostre, si  ricordano: le edizioni litografiche di Calcolo infinitesimale (Pisa, 1878) di Ulisse Dini e Lezioni di geometria differenziale(Pisa, 1886) di Luigi Bianchi, che furono entrambi direttori della Scuola Normale e matematici di fama internazionale, e due opere di Enrico  Fermi,  normalista e Premio Nobel per la fisica nel 1938, Molecole e cristalli  (Bologna, 1934) ed  Elementary particles (New York, 1951).

Sono state illustrate al pubblico, cogliendone i nessi storico-culturali, anche le opere Nei cieli,  pagine di astronomia popolare (Pisa, 1928) del cardinale Pietro Maffi, appassionato divulgatore di astronomia e arcivescovo di Pisa,  a cui  è legata la Biblioteca Maffi, con una ricca collezione antica, Sulle combinazioni di alcuni oli essenziali con i bisolfiti alcalini (Pisa, 1852) di Cesare Bertagnini, rappresentante della Scuola Chimica Pisana dell’Ottocento, e Fisiologia della vita di relazione (Torino, 1975) di Giuseppe Moruzzi, fra i maggiori studiosi internazionali di neurofisiologia, alle cui ricerche diede un forte impulso  tramite l’Università e il CNR di Pisa.

 

 

Il successo del progetto VIS in Biblioteca è in continuità con una politica di apertura verso la cittadinanza, che in questi anni ha offerto diverse occasioni di incontro, dalle mostre bibliografiche alle visite guidate, anche nell’ambito del Bibliopride, rassegna culturale di eventi, tenutasi l’autunno scorso in molte biblioteche italiane, promossa dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), al fine di valorizzarne la funzione e il riconoscimento sociale, che ha avuto la Toscana e Firenze come sede principale della seconda edizione.

All’accoglienza del pubblico in Biblioteca hanno collaborato anche quattro volontari laureati del Servizio Civile Regionale, Sabrina Gallo, Irene Carboncini, Elia De Pasquale, Arianna Trecarichi, e per la prima mostra Claudia Pietrantoni, che stanno svolgendo un tirocinio formativo su temi inerenti la biblioteconomia e l’archivistica, nell’ambito di un progetto approvato nel 2013 dalla Regione Toscana, fra le più attive, a livello nazionale,  nelle politiche di inclusione giovanile, anche grazie al progetto Giovani sì.

La conferenza del 17 settembre, dedicata all’Archeologia, chiuderà il primo ciclo di iniziative del progetto VIS, che ci auguriamo possa continuare anche in Biblioteca, per l’interesse e la grande partecipazione di pubblico che ha suscitato.

Pisa, 22.8.2014

Autrice: Arianna Andrei