Un neurone di plastica

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UN NEURONE DI PLASTICA


gdr16-27Autrice: Rebecca Serina – Vincitrice di “Un giorno da ricercatore”, 1 G AFM – “IIS L. Einaudi”, Chiari, Brescia

 

Una nuova scoperta in campo scientifico che potrebbe portare grandi innovazioni soprattutto per la medicina; si tratta di un neurone artificiale che riproduce le funzioni compiute da quello umano ed è stato realizzato al Karolinska Institutet, in Svezia, uno dei templi della ricerca sul cervello.

Al suo interno non ci sono parti “viventi” poiché è stato impiegato per la sua realizzazione un materiale plastico con capacità conduttive, cioè un polimero nel quale possono scorrere segnali elettrici. Il suo sistema è in grado di agire e comunicare nello stesso modo di una cellula naturale dove i segnali chimici vengono trasformati in impulsi elettrici che trasmetteranno gli ordini ad altre cellule. Quando in una cellula naturale, per incidente o malattia, il processo viene bloccato la comunicazione si interrompe e possono nascere gravi patologie come alcuni tipi di sordità, il Parkinson o l’epilessia; è proprio allora che si trova un utilizzo per questi nuovi neuroni artificiali. Finora si cercava di affrontare il problema trasmettendo dei segnali elettrici dall’esterno per ripristinare la funzionalità dei neuroni danneggiati; la tecnica si è però sempre rivelata piuttosto inefficace poiché la stimolazione va a disturbare in maniera indiscriminata tutte le cellule nervose dell’area interessata, comprese anche quelle non implicate nel disturbo. Inserendo un neurone artificiale si ripristina invece soltanto la zona del danno senza però intaccare le altre cellule non interessate.

«Il prossimo passo che dobbiamo compiere è quello di miniaturizzare il prototipo in modo da renderlo adatto all’impianto nel corpo umano» sostiene la nota professoressa di microbiologia Agneta Richter-Dahlfors, alla guida della ricerca sostenuta da varie istituzioni comprendenti il Royal Research Council e la Swedish Academy of Sciences.

Screen Shot 2016-09-07 at 12.39.59Gli autori della nuova scoperta scientifica raccontano il risultato della loro ricerca sulla rivista Biosensors & Bioelectronic e mettono in particolare risalto la prospettiva di poter affrontare con efficacia i disordini neurologici. Si spera quindi che in un futuro non troppo immaginario si potranno installare cellule artificiali nelle varie parti del corpo dove si siano manifestate delle anomalie, ripristinando il loro funzionamento in modo del tutto automatico con un sistema di governo intelligente al loro interno, oppure facendo ricorso a una tecnologia wireless controllata dall’esterno.

Il gruppo di Angela Richter-Dahlfors lavora da molti anni sull’ardua frontiera e già nel 2009 aveva annunciato un primo parziale passo verso la meta dimostrando che la strada poteva essere percorsa. Sei anni dopo il risultato, sia pure ancora ristretto al laboratorio, sembra essere stato raggiunto. Naturalmente occorreranno altri anni per rendere la straordinaria possibilità normalmente praticabile in un centro di cura, ma comunque l’obiettivo finale è ora meno arduo da raggiungere e soprattutto si apre una nuova preziosa speranza.

Author: Marcos Valdes

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