Stefano Bruni 12/04/2017 Gli Etruschi di Pisa: la tomba del Principe

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Il giorno 12 aprile 2017 il prof. Stefano Bruni, dell’Università di Ferrara, terrà una Conferenza Pubblica di Archeologia e Storia Antica per il progetto VIS, alle ore 17:30 in Sala Azzurra. L’ingresso è libero.

Eccezionalmente seguirà alla conferenza una mostra di reperti archeologici dal titolo: “Gli Etruschi e gli altri: esposizione di reperti archeologici dagli scavi della Scuola Normale Superiore in via Sant’Apollonia (anno 1994)“. L‘esposizione avrà luogo nella biblioteca del Laboratorio SAET, nel vicino palazzo della Canonica, i reperti saranno illustrati e commentati da Maria Adelaide Vaggioli e Alessandro Corretti.

Per finire, ai partecipanti sarà offerto un rinfresco.

Gli Etruschi di Pisa: la tomba del Principe

L’ultimo decennio del Novecento ha rappresentato per l’archeologia di Pisa un momento di particolare fervore con il susseguirsi di una ricca serie di scavi e recuperi che hanno permesso di aprire insperati squarci sulla storia più antica del centro. Tra queste una delle imprese più significative, sia per l’importanza dei dati recuperati, che per l’impatto monumentale della scoperta, è certamente lo scavo realizzato tra il 1994 e il 1998 nell’area della necropoli settentrionale della città etrusca, nei terreni in fregio a via San Jacopo, alle spalle del cimitero moderno di via Pietrasantina. Qui è stato portato alla luce un articolato complesso sepolcrale di notevole rilievo, cristallizzato attorno ad un grande tumulo di m. 30 di diametro, che da subito è entrato nell’immaginario cittadino come la “tomba del principe”. Al di là degli aspetti monumentali, l’indagine del tumulo, rinvenuto intatto, ha permesso di recuperare anche molti dati relativi al rituale funerario. La tomba, infatti, è, considerata anche l’assenza di resti umani, un cenotafio relativo ad un principe, che traeva la propria ricchezza e il proprio prestigio da attività marinare, e fornisce non pochi dati sui complessi rituali praticati nella necropoli di Pisa in una data attorno alla fine dell’VIII – inizi del VII secolo a.C., ma verosimilmente diffusi nell’ideologia funeraria delle aristocrazie etrusche, fortemente improntati a modelli eroici di marca ellenica, quali è possibile intravedere dietro il racconto omerico della cerimonia del funerale di Patroclo, successivamente recuperati nel mondo della Roma per i funerali imperiali, come conferma il racconto del funus imaginarium relativo alle esequie volute da Settimio Severo in onore di Pertinace.

 

Stefano Bruni, già funzionario archeologo del Ministero per i Beni Culturali, è dal 2000 professore di Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Università degli Studi di Ferrara. Membro dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, dell’Istituto Archeologico Germanico, dell’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, dell’Accademia Etrusca di Cortona e dell’Accademia dei Sepolti di Volterra, è direttore della rivista “Science and Technology for Cultural Heritage” ed ha fondato e dirige, assieme a Mario Rosa, la rivista “Symbolae Antiquariae”. Ha diretto scavi e ricerche nel territorio dell’Etruria, in particolare a Pia e nella sua provincia e dal 2000 guida le indagini nell’insediamento di età arcaica in località Rocca di Parlascio (Casciana Terme, Pisa). Ha organizzato numerose mostre in Italia e all’estero, tra le quali si ricordano Meisterwerke griechischer Keramik aus der Sammlung Giuseppe Sinopoli tenutasi nel 2000 presso l’Akademischen Museum di Bonn, Alle origini di Livorno. L’età etrusca e romana, tenutasi a Livorno nel 2009 e Winckelmann, Firenze e gli Etruschi, realizzata al Museo Archeologico Nazionale di Firenze nel 2016-2017. Ha progettato e curato l’allestimento del Museo Archeologico di Peccioli (Pisa) e della sezione archeologica del Museo della Città di Livorno. Dal 2013 è direttore delle Catacombe di Pianosa. Autore di numerosi contributi scientifici, principalmente interessati ai problemi del mondo etrusco e italico, tra cui si segnalano, tra gli altri, i volumi I lastroni a scala (Materiali del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, IX, Roma, 1986), Pisa etrusca. Anatomia di una città scomparsa (Milano, 1998), Gravisca. Scavi nel santuario greco II. Le ceramiche corinzie ed etrusco-corinzie (Bari, 2009), Gli Etruschi e gli scavi in Tocana nel Risorgimento. I lavori della Società Colombaria tra il 1858 e il 1866 (Cinisello Balsamo, 2011); ha curato, tra gli altri, i volumi IL porto urbano di Pisa antica, 1. Il contesto e il relitto ellenistico (Cinisello Balsamo, vol. I, 2003; vol. II, 2006); Gli Etruschi delle città. Fonti, ricerche e scavi (Cinisello Balsamo, 2010).

Author: Marcos Valdes

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