Planet Nine – Nicola Lombardi – GdR16

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PLANET NINE

English Version

gdr16-09Autore: Nicola Lombardi – Vincitore di “Un giorno da ricercatore”, 3 S.A. Liceo A.Maffei, Riva del Garda (TN)

Dopo la missione spaziale Kepler, scoprire un pianeta non fa più notizia: negli ultimi due decenni, infatti, sono stati scoperti circa 2000 nuovi mondi in orbita attorno a stelle lontanissime. Ma l’annuncio del 20 gennaio 2016 di Konstantin Batygin e Mike Brown, planetologi del California Institute of Technology, è riuscito a catturare l’attenzione dei media: questo pianeta, infatti, fa parte del Sistema Solare, un luogo che ormai si pensava di conoscere.

Evidentemente non è così: in un’analisi pubblicata su Astronomical Journal, i due scienziati ipotizzano, sulla base di anomalie nelle orbite di corpi minori, la presenza di un pianeta sconosciuto, forse con massa dieci volte quella terrestre, della categoria “super-Terre”. La sua orbita lo porta a 30,5 miliardi di chilometri dal Sole in perielio (cinque volte la distanza Sole-Plutone) e a tre-sei volte più lontano in afelio.

I due planetologi non sono i primi a sostenere l’esistenza di un nono pianeta nel Sistema Solare. Nel 2014 Trujillo e Scott Sheppard, della Carnegie Institution for Science, hanno sostenuto su Nature che un gruppo di piccoli corpi nel Sistema Solare esterno suggerivano l’esistenza di un oggetto di dimensioni planetarie. La prova è nascosta nelle orbite di questi oggetti, in particolare in un parametro chiamato “argomento del perielio” (l’angolo tra il perielio del corpo e il suo nodo ascendente). Gli oggetti identificati da Trujillo e Sheppard avevano questo parametro stranamente simile, che potrebbe indicare l’influenza della gravità di un pianeta invisibile.

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Batygin e Brown sono partiti da questi dati. “Abbiamo notato – afferma Batygin – che gli assi maggiori delle orbite di questi oggetti rientrano nello stesso quadrante del cielo”, in altre parole, puntano nella stessa direzione. Questo risultato non è scontato: due corpi possono avere argomenti del perielio simili anche se le loro orbite non lo sono fisicamente. Ma quando Brown e Batygin hanno tracciato le orbite di questi oggetti, queste erano allineate.

“In un primo momento ci siamo detti: ‘Non può esserci un pianeta laggiù, è folle'”, spiega Brown. Così ha esaminato con il collega l’alternativa più probabile, e cioè che nella fascia di Kuiper si fosse creato un aggregato di materia, fatto rivelatosi impossibile per l’insufficiente materia.

Nonostante la distanza, Planet Nine sarebbe visibile coi telescopi esistenti, in particolare col giapponese Subaru Telescope, che ha un enorme specchio per catturare luce debole e un ampio campo visivo. Brown: “Purtroppo, non siamo proprietari del Subaru: per questo è improbabile che saremo noi a trovarlo. Quindi stiamo dicendo a tutti dove cercare”.

Secondo Gregory Laughlin, professore presso University of California, lo stato d’animo della comunità astronomica potrebbe essere descritto dal discorso che John Herschel tenne alla British Association for the Advancement of Science il 10 settembre 1846. Alcune irregolarità rilevate nell’orbita di Urano suggerivano la presenza di un pianeta sconosciuto: “Lo vediamo come Colombo vide l’America dalla Spagna. I suoi movimenti sono stati evidenziati dalla nostra analisi con certezza di poco inferiore alla dimostrazione visiva”. Due settimane dopo fu scoperto Nettuno, proprio dove i calcoli prevedevano che sarebbe dovuto essere.

BIBLIOGRAFIA:
http://solarsystem.nasa.gov/planets/planetx/indepth
http://www.lescienze.it/news/2016/01/21/news/prove_super_terra_oltre_plutone-2937903/
http://iopscience.iop.org/article/10.3847/0004-6256/151/2/22
 

Author: Marcos Valdes

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