Piero Rosati 13/dicembre/2017 Cosmologia

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Il 13 dicembre 2017 il prof. Piero Rosati dell’Università di Ferrara terrà una Conferenza Pubblica per il progetto VIS, alle ore 17:30 in Sala Azzurra. L’ingresso è libero. Seguirà un rinfresco. Titolo della conferenza:

Esplorando l’Universo con lenti gravitazionali

Una delle previsioni più suggestive della teoria della Relatività Generale di Einstein, formulata nel 1915, è che le masse nell’Universo deformano lo spazio-tempo intorno a loro, cosicché anche la luce segue delle traiettorie curve attorno ad esse.
Tale previsione teorica fu verificata clamorosamente durante un’eclisse solare nel 1919, misurando lo spostamento delle stelle proiettate dietro il lembo solare. Tuttavia, neanche Einstein era riuscito ad immaginare che la capacità delle grandi masse di agire come lenti gravitazionali, in grado di piegare la luce in modo analogo alle ordinarie lenti d’ingrandimento, sarebbe diventato un secolo dopo uno dei mezzi d’indagine più potenti per lo studio della struttura dell’Universo, rivelando la distribuzione di materia che lo pervade, la sua geometria ed in ultima analisi la sua età. E’ anche con le lenti gravitazionali che oggi possiamo rivelare la presenza di enormi sacche di materia oscura nell’Universo, capire che questa domina il contenuto della sua massa totale e che è di natura diversa da quella ordinaria e luminosa, fatta di atomi.
Il telescopio spaziale Hubble ha giocato un ruolo centrale nello studio e sfruttamento delle lenti gravitazionali, grazie alla nitidezza delle sue immagini. I fenomeni più spettacolari si osservano guardando nella direzione delle lenti naturali più potenti, quali galassie massicce o ammassi di galassie: le immagini di galassie distanti allora si trasformano in archi estesi e formano spesso immagini multiple, dei veri e propri miraggi gravitazionali. Inoltre, le immagini di queste galassie sono amplificate ed ingrandite di 10 anche 100 volte da questi telescopi cosmici, che combinati con i nostri dallo spazio e da Terra, ci permettono di scoprire oggetti sempre più deboli, guardando indietro 13 miliardi di anni, alla ricerca delle prime stelle nell’Universo.
Durante la discussione, descriverò anche il percorso personale che ha portato alla scoperta di un gran numero di ammassi di galassie negli ultimi 20 anni, dalle quali si possono selezionare le lenti gravitazionali migliori per esplorare l’Universo.

 

Piero Rosati e’ Professore Ordinario all’Università di Ferrara, dove coordina il gruppo di Astrofisica extra-galattica e delle alte energie. E’ rientrato in Italia nel 2013, dopo aver completato la sua formazione e svolto gran parte della sua ricerca all’estero. Laureato in Fisica a La Sapienza di Roma, dopo una borsa post-laurea al NASA Jet Propulsion Laboratory in California nel 1989, ha trascorso cinque anni alla Johns Hopkins University e Space Telescope Science Institute di Baltimora, ottenendo il Dottorato Astronomia nel 1995 dall’Università’ di Roma. Dal 1997 al 2013, e’ stato staff all’ESO (European Southern Observatory, Monaco di Baviera), dove e’ stato responsabile del collaudo scientifico dei primi strumenti del Very Large Telescope (VLT) operante in Cile.  La sua attività di ricerca osservativa, a varie lunghezze d’onda, include la formazione e l’evoluzione di galassie, ammassi di galassie e nuclei galattici attivi nel lontano Universo. Il suo progetto di tesi, incentrato sulla ricerca di ammassi di galassie da osservazioni a raggi X di tutto il cielo, porto’ alla scoperta degli ammassi più distanti mai osservati, con implicazioni cosmologiche sulla struttura dell’Universo. Con Riccardo Giacconi, ha iniziato nel 1999 l’esplorazione del Chandra Deep Field South, divenuta poi la regione di cielo più a fondo studiata, con telescopi da Terra e dallo spazio, dai raggi X al radio. Ha fatto parte del team che ha sviluppato la camera principale a bordo del telescopio spaziale Hubble, le cui osservazioni sono state spesso alla base della sua ricerca, più’ recentemente lo studio della distribuzione di materia oscura e la ricerca delle galassie più distanti con la tecnica delle lenti gravitazionali. Ha guidato diversi progetti osservativi e collaborazioni internazionali negli ultimi 20 anni. E’ autore/coautore di oltre 300 pubblicazioni su riviste internazionali con referee, con oltre 30000 citazioni.

Author: Marcos Valdes

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