LA DIETA DEI BUCHI NERI: “PIOGGE” DI GAS FREDDO NEL CUORE DELLE GALASSIE

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Al centro di quasi tutte le galassie del nostro Universo si trova un buco nero che cresce divorando il gas circostante attraverso un processo che gli scienziati chiamano, appunto, “accrescimento”. Se fino a pochissimo tempo fa si pensava che questo gas dalle temperature altissime fosse alla base della “dieta” dei buchi neri, un recente studio pubblicato su Nature ha dimostrato che essi si nutrono principalmente di una “pioggia” di gas freddissimi, con temperature intorno ai 20 gradi Kelvin (o -250 gradi centrigradi).

Le osservazioni, che hanno portato a questa scoperta sono state realizzate dal radiotelescopio Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA). Questo nuovo e potentissimo radiotelescopio ha permesso agli scienziati di osservare un ammasso di galassie situato a circa 1 miliardo di anni luce dalla Terra, conosciuto come Abell 2597, e più in particolare la sua galassia più luminosa. Osservando il suo enorme buco nero centrale, si è scoperto che esso divora non solo il normale gas caldo, ma anche e soprattutto nubi di gas freddo, che precipitano all’interno del suo orizzonte degli eventi, dal quale nulla può sfuggire.

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Gli scienziati riportano che questi gas, dalle temperature glaciali, “piovono” all’interno del buco nero seguendo una traiettoria quasi perpendicolare al piano della galassia, a differenza dei gas caldi finora osservati che invece lo avvolgono completamente ruotandogli attorno. L’accrescimento di un buco nero attraverso l’attrazione di gas freddo sarebbe perciò irregolare e discontinuo, come una pioggia settembrina.

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Un punto a favore per il gas freddo nell’alimentazione dei buchi neri è, però, che questo è molto più “sostanzioso” e facile da “assimilare”: poiché le particelle che lo compongono si muovono più lentamente a causa delle basse temperature, intere nubi di gas possono essere assorbite molto velocemente, portando a un forte aumento della massa del corpo celeste.

Ovviamente se questa si dimostrasse essere la normalità, le nostre conoscenze sul processo di accrescimento dei buchi neri andrebbero riviste. Bisognerebbe inoltre capire se il gas cade direttamente all’interno dell’orizzonte degli eventi o se invece si immette su una traiettoria a spirale. Le due modalità di accrescimento influenzerebbero diversamente la velocità con cui il buco nero aumenta la propria massa. In ogni caso, sembra proprio il gas freddo sia uno dei piatti preferiti dei buchi neri nel centro delle galassie! Insomma, a qualcuno piace freddo!

Testo e traduzione in inglese: Clarissa Bartali (quarta Liceo Linguistico Europeo, Fondazione Conservatorio SS.ma Annunziata, Empoli)

Author: Fabio Pacucci

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