Alessandro Cellerino 08/02/2017 Biologia

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Il giorno 8 febbraio 2017 il prof. Alessandro Cellerino, della SNS, terrà una Conferenza Pubblica di Biologia per il progetto VIS, alle ore 17:30 in Sala Stemmi. L’ingresso è libero. Seguirà un rinfresco nella Sala del Gran Priore.

Come un pesciolino africano aiuta a capire i meccanismi dell’invecchiamento

La consapevolezza dell’invecchiamento proprio ed altrui é parte integrate della nostra vita ed é difficile credere che esso possa essere un paradosso biologico. Eppure, a ben pensarci, ognuno di noi nasce da una singola cellula (l’ovulo fecondato) che –seguendo le istruzioni contenute nel suo genoma- ha generato tutte le cellule e gli organi del nostro corpo. Eppure, quello stesso genoma fallisce nel compito apparentemente molto piú semplice di istruire l’organismo a preservare ció che in maniera cosí mirabile ha creato. Comprendere i meccanismi che sono responsabili dell’invecchiamento é una necessitá pressante della societá contemporanea e rappresenta una delle sfide piú affascinanti e complesse della ricerca biomedica contemporanea. Anche perché i tempi della ricerca sono dettati dalla aspettativa di vita degli animali da laboratorio. Un piccolo pesce africano, il Nothobranchius furzeri, ha rappresentato un punto di svolta negli studi sulla biologia dell’invecchiamento. Questo pesce vive esclusivamente nelle pozze che si formano durante la stagione delle piogge in Africa orientale. È il vertebrato che mostra la maggiore velocità di crescita e la più breve aspettativa di vita in laboratorio (circa sei mesi). Eppure, durante la sua breve vita, sviluppa le stesse patologie che affliggono gli anziani: tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerazione. Questi animali permettono di studiare, nell’arco di mesi, gli effetti di un dato trattamento sull’invecchiamento e l’aspettativa di vita. Grazie alle piú moderne tecniche di genomica ed a complesse analisi bioinformatiche, questo animaletto ha permesso di scoprire nuovi geni che controllano l’invecchiamento e di identificare una sostanza che é in grado –almeno in questi animali- di rallentare l’invecchiamento.

 

Alessandro Cellerino (Salerno, 28.03.1969) é stato allievo della Scuola Normale Superiore per Scienze Biologiche e perfezionando in Neurobiologia. Ha trascorso in Germania il periodo 1995-1997 presso gli Istituti Max Planck di Monaco e Tubinga. Nel 2000 é diventato ricercatore di Fisiologia presso la Scuola Normale Superiore. Nel periodo 2006-2010 ha svolto la sua attività di ricerca presso l’Istituto Leibniz per le ricerche sull’invecchiamento di Jena. Dal 2016 é professore associato di Fisiologia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa dove insegna Neurogenomica e Biologia dell’invecchiamento.  Alessandro Cellerino ha legato la sua carriera scientifica alla scoperta ed allo studio del pesce annuale Nothobranchius furzeri, il vertebrato dalla vita piú breve che é emerso come un nuovo organismo modello per lo studio dell’invecchiamento. Ha pubblicato 90 articoli con oltre 4000 citazioni ed ha vinto prestigiosi premi scientifici (premio Ceccarelli per le Neuroscienze nel 1998 e premio Max Bürger per la Gerontologia nel 2010). È anche autore di testi divulgativi ed ha ricevuto nel 2002 il premio Liceo Fermi cittá di Cecina per la divulgazione scientifica. 

 

Author: Marcos Valdes

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